AGOSTO-SETTEMBRE 2010
 
 
Marathon in edicola
 
 
 
editoriale

William Govi è una persona particolare, e non solo perché ha corso diverse centinaia di maratone nella sua vita. Il primo anno della nostra rivista fummo gli unici ad andare alla sua maratona di casa (dicembre 2002), organizzata appositamente per celebrare la sua 500ª. Negli scorsi mesi parlammo con lui della sua 1.000ª, e chiedemmo se avesse piacere di ricevere il nostro aiuto per organizzarla e promuoverla nel 2012. Purtroppo questa special edition non si disputerà, visto che in ogni caso William non potrà più tornare a correre una maratona in seguito a un malore cerebrale. Abbiamo saputo che è in fase di ripresa e gli facciamo i migliori auguri. La storia di Govi (praticamente una media di 50 maratone all’anno) però non deve essere presa come esempio da seguire. Correre questo genere di competizioni deve essere comunque una fase fisiologica da praticare sotto grande controllo, un impegno psico-fisico che, per quanto sia allenabile e possa diventare routine, nasconde sempre grandi insidie e pericoli. Per questo rispettiamo ma non amiamo le ultramaratone, non valorizziamo gli eccessi di coloro che corrono troppe maratone (vedi Club Supermaratoneti), e cerchiamo di veicolare un messaggio più sano e naturale ai runner. Difficile, veramente difficile, parlare di qualcuno di “speciale” come Govi, suggerendo però di non seguire le sue tracce. Difficile sconsigliare a Caporaso di fare quegli exploit e a qualcuno di valorizzarli in quanto non promuovono la maratona, ma la relegano a evento per pochi. Qualcuno obietterà che il nostro Brevetto dei Nobili è un inno a correre. Vero, ma quattro maratone all’anno (due per stagione), sono fattibili con una discreta preparazione e un po’ di attenzione. La maratona è sana se ben concepita, a livello amatoriale è uno degli ambienti più semplici, puri e sinceri che conosca, le sue organizzazioni sono tra le più coinvolgenti nell’ambito sportivo, ma occorre prendere le distanze da chi eccede nella quantità. Maratoneti che, non si offendano, dovrebbero trovare una giusta misura. Maratoneti che impressionano in modo negativo il mondo trasversale del running quando invece, come in tutte le cose, si tratta di una semplice questione di equilibri.

il NOBILE
PAOLO DOSSENA


LE ALTRE TESTATE DEL GRUPPO

 

 
 

Site analysis

   
   

EDITORIALE

RUBRICHE

...DI CORSA

MARATONE

SPECIALI

DIBATTITI

VETRINA

NOBILI

AMBASCIATORI